La dislessia by Giacomo Stella

La dislessia by Giacomo Stella

autore:Giacomo, Stella [Stella, Giacomo]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Psicologia, Farsi un'idea
ISBN: 9788815332424
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2017-09-14T22:00:00+00:00


5.

Cosa devono sapere e cosa possono fare gli insegnanti

Di fronte a un bambino che non impara come gli altri

L’insegnante è il primo vero interfaccia con il bambino ed è anche colui a cui è affidata la delicata fase di acquisizione della letto-scrittura.

In genere gli insegnanti hanno molta esperienza su come si costruiscono le abilità di letto-scrittura. È considerato il loro specifico professionale. La maestra applica un metodo, cioè una procedura sistematica per insegnare a leggere e a scrivere ai bambini ed in genere ottiene un buon successo, nel senso che la maggior parte degli allievi impara senza difficoltà in tempi rapidi.

Il problema nasce quando il bambino non impara come gli altri. Come spiegare queste difficoltà? Abbiamo già segnalato che gli insegnanti non ricevono informazioni specifiche sulla natura delle disabilità e sugli effetti che queste hanno sull’apprendimento. In assenza di conoscenze adeguate si interrogano sull’impegno del bambino, sulle sue condizioni familiari, fanno spesso congetture astruse o comunque non pertinenti sulle dinamiche familiari, lamentano scarso impegno, disinteresse, rifiuto, a volte problemi di comportamento in classe.

In genere l’insegnante non è in grado di spiegarsi perché il bambino, che in mezzo ai compagni sembra non avere particolari difficoltà, mostra poi rifiuto o grande difficoltà quando gli si chiede di leggere e di scrivere. Richiamandosi al modello di apprendimento sopra esposto secondo cui l’acquisizione di un’abilità è funzione della quantità dell’esercizio, l’insegnante ritiene che il bambino si eserciti poco e lo invita a moltiplicare gli sforzi, ottenendo, nella maggior parte dei casi, un definitivo consolidamento del rifiuto. C’è bisogno dunque di una formazione specifica degli insegnanti sull’apprendimento in condizioni di disabilità.

Gli insegnanti italiani, anche quelli di sostegno, hanno sviluppato una grande competenza didattica per insegnare ai bambini con handicap motorio e intellettivo, ma non sanno cosa fare quando incontrano un bambino intelligente che ha difficoltà ad apprendere. Abbiamo visto che la dislessia è piuttosto diffusa al punto che è possibile prevedere che tutti gli insegnanti nel corso della loro carriera professionale incontrino qualche bambino con questo problema. È dunque possibile che nella loro formazione continuino a mancare informazioni specifiche su questo argomento? Questa carenza formativa è grave e va colmata, in primo luogo fornendo agli insegnanti le informazioni che consentono di conoscere la natura di questi disturbi. Se un individuo non ha informazioni su un fenomeno non può nemmeno ipotizzare che questo esista. La prima vera causa degli errori che si fanno con i bambini dislessici è l’ignoranza del problema.

Dunque le informazioni scientifiche sulla dislessia sono il primo passo perché agli insegnanti possa venire il sospetto che un bambino che non impara a leggere possa avere una disabilità specifica. In secondo luogo devono essere dati loro degli strumenti per riuscire a verificare se il sospetto è fondato e se il bambino deve essere indirizzato ad uno specialista per chiarire definitivamente la natura del problema.

Può l’insegnante da sola affrontare queste difficoltà? A chi e quando deve chiedere aiuto? Perché è importante chiarire di che natura sono i problemi degli scolari? Aiutare i bambini con difficoltà scolastiche



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